Espressionismo Fauves Henri Mattise die Brucke Kirchner e l'Arte degenerata

L’Espressionismo è un movimento d’avanguardia sviluppatosi nel ‘900 in Europa. Il termine fu scelto per indicare una tendenza pittorica contrapposta all’impressionismo; il quale cercava di riprodurre fedelmente l’impressione ottica, attraverso una visione oggettiva della natura.

“Un solo grido d'angoscia sale dal nostro tempo. Anche l'arte urla nelle tenebre, chiama soccorso, invoca lo spirito: è l'espressionismo... L'occhio dell'impressionista sente soltanto, non parla; accoglie la domanda, non risponde. Invece degli occhi gli impressionisti hanno due paia di orecchi, ma non hanno bocca... Ed ecco l'espressionista riaprire all'uomo la bocca. Fin troppo ha ascoltato tacendo, l'uomo: ora vuole che lo spirito risponda.”
(Hermann Bahr, 1916)

espressionismo

Gli espressionisti volevano comunicare, nella loro arte, ciò che sentivano, attraverso la deformazione della realtà esterna. Per esprimere liberamente i loro stati d’animo distrussero le regole convenzionali della pittura (prospettiva, chiaroscuro, proporzione, armonia) e diedero grande rilevanza alla spontaneità dell’espressione.

Tra i movimenti espressionisti sorti in Europa, i più importanti furono quello tedesco e quello francese, entrambi nati nel 1905. In Francia, le prime opere espressioniste furono esposte al Salon d’Automne (1905), ed e propria durante questa mostra parigina che nasce il termine Fauves per indicare il gruppo di artisti espressionisti.

Il termine fu usato per la prima volta dal critico d’arte Vauxcelles, il quale durante la mostra, scorgendo una scultura di gusto rinascimentale in mezzo alle opere di artisti quali: Matisse, Derain, Valminck e Marquet, pare abbia esclamato: “E’ Donatello in mezzo alle belve!” (Fauves significa Belve, selvaggi).

I Fauves si affidano alla pura e semplice carica espressiva del colore. Quest’ultimo veniva utilizzato in modo violente e antinaturalistico, steso in ampie campiture piatte, spesso contornate da linee scure.

Henri Matisse

Henri Matisse (Cateau-Cambrésis 1869 - Cimiez 1954) è la personalità artistica più significante del movimento dei Fauves, iniziò a dipingere copiando dai grandi maestri nel Louvre. Inseguito si lascio influenzare dagli impressionisti, da van Gogh ed in prevalenza da Gauguin, schiarendo la propria tavolozza e affidando sempre più le composizioni alla forza evocativa ed emozionale del colore.

Una dei suoi soggetti più dipinte e più conosciuti è La danza (vedi immagine qui in basso):

Henri Matisse, la danza
Henri Matisse, La danza (1910, olio su tela 260x390cm, San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage)

La forza comunicativa della pittura fauve la accomuna all’Espressionismo tedesco, sviluppatosi nello stesso anno, ma di questo non ha la carica tragica di violenza e di angoscia. Secondo Matisse, anzi, la pittura veniva considerata espressione della gioia di vivere. Nel 1905, viene fondata, in Germania a Dresda, una comunità di artisti espressionisti, denominata die Brücke (il ponte).

Ne facevano parte: Ernst Ludwig Kirchner, Heckel, Nolde, Pechstein e Schmidt-Rottluff. Gli artisti di questo movimento interpretarono la realtà in modo soggettivo, drammatico, diretto e brutale. Le loro opere esprimono un forte senso di angoscia e una protesta violenta nei confronti della società del tempo.

Cercano di rappresentare la sofferenza esistenziale dell’uomo moderno, deformando le immagini prese dalla realtà. Viene inoltre messo in crisi il concetto di armonia, usando nella loro arte colori forti e innaturali, con un obbiettivo di rinnovamento complessivo, non solo dell’arte ma della stessa spiritualità e visione del mondo (Weltanschauung).

Oltre alla pittura, un’altra tecnica molto usata dagli espressionisti tedeschi, è la Xilografia, incisione realizzata su supporto ligneo.

die Brücke e Ernst Ludwig Kirchner

Tra gli artisti del gruppo “die Brücke” è particolarmente significativa la figura di Ernst Ludwig Kirchner (Aschaffenburg 1880 - Frauenkirch (CH) 1938) Il suo stile si caratterizza per il gusto della deformazione e del contrasto cromatico violento.

La pratica del disegno e dell’incisione conferisce alle sue composizioni un segno violento e caricato. Trasferitosi nel 1911 a Berlino con la maggior parte dei componenti del gruppo, l’artista volse la sua attenzione verso le rappresentazioni della vita urbana, una delle sue opere più conosciute di questo periodo è Cinque donne nella strada:

Henri Matisse, la danza
Cinque donne nella strada - Ernst Ludwig Kirchner (1913; olio su tela, 120x91cm, Colonia, Wallraf-Richartz-Museum)

Le Donne sono disposte lungo linee dall’andamento verticale che occupano quasi interamente l’altezza della tela; sono isolate l’una dall’altra e mostrano il loro profilo indurito senza mai guardarsi, le forme risultano semplificate, spigolose e dure persino nei lineamenti dei volti. I colori sono cupi e contrastanti; gli abiti scuri delle donne sono infatti in netto contrasto con lo sfondo, dove si alternano il giallo e il verde.

La fine della Brücke e la catastrofe della guerra sono i traumi che spengono il suo momento più creativo e il suo slancio vitale. Si arruola volontario, ma l’addestramento lo stronca, sia nel fisico che nella psiche. Nel ’17 viene ricoverato in clinica a Davos sulle Alpi svizzere, ma il completo recupero non avverrà mai, muore suicide nel 1938.

Dopo l’ascesa al potere del Nazismo in Germania, le opere di Kirchner e di molti altri artisti “moderni” vennero espulsi dagli musei e sequestrati, i nazisti gli consideravano “arte degenerata” (Entarte Kunst), fu inoltre anche creata appositamente un’esposizione nel 1937, per dimostrare al popolo come l’arte non doveva essere, poiche distruggere semplicemente le opere non bastava per convincere l’opinione pubblica.



Post Aggiornato il: .